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Mental - LiftingCome aiutare davvero un narcisista e salvare se stessi - Elena Ferrari

Che cos’é il disturbo narcisistico

La caratteristica principale del disturbo narcisistico di personalità consiste nella tendenza a reagire difensivamente quando la persona sente una ferita al proprio valore.
Come reazione è facile che la persona adotti atteggiamenti superbiarroganti, che disprezzi gli altri e li ritenga le cause dei suoi problemi.

Si sentono persone speciali ed uniche. Si aspettano di ricevere approvazioni e lodi per le proprie qualità superiori, rimanendo sconcertati quando non ottengono i riconoscimenti che pensano di meritare e presentando spesso la tendenza a rimuginare circa tale mancanza da parte dell’altro.

In virtù del valore personale che ritengono di possedere, tali individui presumono di dover frequentare e di poter essere capiti soltanto da persone speciali.

Inoltre, si riscontra in essi la tendenza a reagire alle critiche sperimentando da una parte rabbia, dall’altra vergogna.
Queste persone hanno difficoltà empatiche fino non comprendere le necessità e le difficoltà altrui.
In questo contesto sfociano spesso nella tendenza allo sfruttamento, alla manipolazione interpersonale e a mostrarsi emotivamente freddi e distaccati, si aspettano enorme disponibilità e dedizione da parte degli altri, fino ad abusarne, senza alcun riguardo per le conseguenze.

In generale però nel corso del trattamento, quando la relazione terapeutica si è stabilita mostrano di avere abilità anche molto sviluppate di descrivere la vita psicologica delle persone che hanno intorno.

Infine, sono spesso assorti in fantasie di illimitato successo, potere, fascino, bellezza o amore ideale, invidiosi degli altri o convinti che gli altri siano invidiosi di loro e hanno la tendenza a svalutare il contributo degli altri ogniqualvolta questi ultimi ottengono riconoscimenti o apprezzamento per il loro operato.

Tuttavia si mettono in evidenza queste contraddizioni: la grandiosità fa da contraltare all’estrema vulnerabilità, al senso di inadeguatezza, all’incapacità sociale e affettiva della persona, che vive spesso sospesa tra istanti di auto-esaltazione e periodi di solitudine profonda.

 

Come aiutare davvero un narcisista e salvare se stessi

 

“Siamo convinti che il segreto per la cura dei narcisisti,
sia quello di ridargli il diritto di vivere.
La strada della terapia è la ricerca del contatto con la propria natura,
lo scavo per trovare le proprie inclinazioni, preferenze e passioni.
Si può dire che sia una rieducazione alla ricerca di sé.”
“Dimaggio (2016) nel suo ultimo volume “L’illusione del narcisista”

Per comprendere l’intensa relazione che si instaura con una personalità di questo tipo e le sue caratteristiche mi hanno fatto riflettere le parole di questo articolo.
La pena, l’angoscia e il disorientamento di chi intrattiene una relazione con un/una narcisista perverso/a sono amplificate dal senso di impotenza sperimentato ogni volta che si ricerca un cambiamento o che si propone una soluzione.

Chi ha esperienza diretta in fatto di “relazioni impossibili” sa bene che non servirà sottomettersi e non servirà ribellarsi, che il silenzio e le parole non serviranno, né saranno utili i ritorni conciliatori. Gli armistizi e le “pause”, i compromessi e gli accordi di non-belligeranza possono in alcuni casi alleviare il dolore e, talvolta, regalare quei momenti d’estasi che preludono al più duro e disastroso degli addii.

Allo stesso modo, si rivela infruttuoso o controproducente il tentativo di porre il narciso davanti alla sofferenza che crea e ai problemi che ha: il risultato è la lapidazione psicologica o, sulla scia della rabbia, si ottiene la minaccia dell’abbandono, quando non direttamente la punizione del silenzio e del tradimento.

Simili alla ninfa Eco, che nel mito di Narciso fu condannata a ripetere le parole dell’amato,  inutilmente  e in eterno, i/le partner del/la narcisista sembrano intrappolati nella ricerca affannosa di un modo per superare l’abisso interiore del compagno/a con l’intento di salvarlo/a. Nessuno, come la persona che vive la relazione impossibile col narcisista, può sapere quanto il/la narcisista sia intimamente e disastrosamente compromesso/a sul piano psicologico e affettivo.

E il fatto che la consapevolezza unilaterale della patologia si scontri di continuo con l’apparenza credibile e grandiosa con cui il narciso si accredita nel mondo esterno complica, se non impedisce di fatto, ogni realistica possibilità di cambiamento nella gran parte dei casi.

Il narcisista rifiuta l’aiuto, perché fugge da un senso di inadeguatezza profondo e profondamente denegato. Allo stesso tempo, nutre totale sfiducia verso gli altri e, quasi sempre, disprezza,  apertamente o con malcelato timore, psicologi e psicoterapeuti. Così, l’incontro col narciso in terapia è possibile solo quando, a causa del disturbo di personalità, la depressione o le conseguenza dell’abuso di sostanze, l’insonnia o altri “disturbi collaterali” divengono insostenibili.

Perché il narcisista acuto si mobilita unicamente per se stesso, quando e dove ha bisogno di utilizzare l’altro allo scopo di trarne un qualche vantaggio personale.
L’idea che il narciso affronterà una psicoterapia e cambierà per amore si struttura come una prospettiva illusoria che mantiene il rapporto ad oltranza e, in certi casi, diventa una sorta di “desiderata”, un obiettivo irrealistico inseguito sino al parossismo che anima e alimenta la dipendenza affettiva.

Molto spesso, le compagne o i compagni del/della narcisista, si rivolgono al terapeuta non per sé ma, coerentemente con l’auto-sacrificio che governa la loro relazione, per chiedere “consigli” su come trattare l’altro, su come aiutarlo e su come mantenere il rapporto amoroso nonostante tutto, oppure per ricevere suggerimenti per indurre il narciso a iniziare una psicoterapia.

Nella fantasia della/le sue amanti, il narcisista cercherà di rimediare alle proprie mancanze d’amore e di empatia, impegnandosi in un percorso psicologico per mantenere e “riparare” la relazione amorosa; diventerà finalmente più umano, e ci saranno matrimoni, magari uno o più figli e un’esistenza felice dopo tanta fatica … Ma nella realtà tutto questo è impossibile.
La richiesta di cambiamento per interposta persona è il sintomo di una dipendenza ostinata, quello stato mentale di dissociazione dal reale in cui culmina la psicologia della “vittima”.

Nel frattempo, il narcisista continuerà a svalutare, a giocare a nascondino, a sedurre, a svalutare, a tradire e a degenerare in una diabolica e inarrestabile sequenza di addii. Per poi, magari, trovarsi in fretta e furia una nuova compagna, con cui procreare a tempo record e mimetizzarsi velocemente in una “famiglia”, soprattutto quando, raggiunta una certa età, ha bisogno di una “copertura” sociale. Perché, anche quando si sposa o inscena una relazione stabile, il narcisista fugge e, allo stesso tempo, “giustizia” le sue/i suoi precedenti amanti, si vendica di chi, colpevole di conoscere e di subire la sua patologia, ha continuato ad amarlo.

Come nota Behary (2012), “i narcisisti non sono in genere quel tipo di persone che cercano volontariamente aiuto, addestramento o qualunque tipo di assistenza per abbattere i loro impenetrabili muri emozionali. Al contrario, essi evitano questo tipo di interazione quasi a tutti i costi, sia attraverso lo scherno, esternalizzando la colpa su qualcun altro, con varie forme di distrazione e occultamento, sia con il rifiuto tassativo.”

Il narciso, insomma, non può essere indotto o costretto a chiedere aiuto, in nessuna forma e in nessun modo. Meno che mai se la proposta di terapia arriva dal/dalla partner di turno.
Tuttavia, esiste nel narcisista patologico un nucleo d’amore, lontanissimo e profondo, un nucleo “sano” che, con qualche probabilità, può essere riattivato e può ritrovare vigore e funzionalità in psicoterapia, a condizione che il narciso decida da sé, autonomamente e incondizionatamente, di affrontare i limiti e i sintomi che, storia dopo storia, lo consegnano all’infelicità e alla frustrazione.

In questo senso, la psicoanalisi, la psicoterapia psicodinamica, l’approccio bioenergetico, e la schema-therapy – e cito solo alcuni modelli –  hanno formalizzato modalità di trattamento specifiche per il disturbo narcisistisico di personalità e, da decenni, si adoperano per supportare efficacemente quei pazienti che, spinti dalla sofferenza, dal’isolamento e dall’angoscia conseguenti al narcisismo, chiedono aiuto di propria iniziativa.

Tutto considerato, l’aiuto che le “vittime” del narciso possono davvero offrirgli è acquisire consapevolezza di quanto la stessa relazione che intrattengono serva a convalidare il disturbo narcisistico, ha luogo in quanto conseguenza (e non causa) del disturbo di fondo della personalità di cui la dipendenza affettiva amorosa e l’ossessione innescate nel partner predisposto rappresentano un’espressione sintomatica, non certo un “amore”.

Aiutare il narcisista è un compito psicoterapeutico, un lavoro specialistico che non può in nessun modo essere svolto dalla “vittima” , né realizzarsi all’interno della relazione dipendente.”

11 comments

  • Max

    Agosto 28, 2020 at 7:08 am

    E nel caso in cui il narcisista non vada di sua spontanea volontà presso uno psicoterapeuta come fare? Perché, essendo una persona che crede di stare bene, in quanto per lui i problematici sono gli altri, non andrà mai da solo.
    Questo comporta che a vita questa persona resterà con questa patologia distruggendo sé ma soprattutto coloro i quali gli stanno accanto.
    Possibile che non ci sia altro modo per aiutarli?

    Reply

    • Jey

      Dicembre 1, 2021 at 8:37 am

      Vorrei saperlo anche io

      Reply

    • Cat

      Febbraio 10, 2022 at 6:12 pm

      I narcisisti sanno in genere fino a dove spingersi, difficilmente resteranno a secco di parenti o di persone da cui sanno di poter trarre qualcosa. Per chi viene gettato a mare con lo scarto non resta che mettersi in salvo sa sé e augurargli buona vita, sperando che non gli venga in mente di tornare con l’ennesima scialuppa fallata, perché se in fondo al suo animo vi fosse anche un barlume di empatia, non avrebbe mai mancato di rispetto proprio alla persona che gli stava dedicando il proprio bene. Potrebbe fingere ancora e ancora meglio di prima, ma per condurci verso una tempesta e un naufragio emotivo peggiori di prima.

      Reply

    • Valentina Staldi

      Marzo 2, 2022 at 9:37 pm

      Prima di poter aiutare chiunque, dobbiamo aver “aiutato” noi stessi, e questo è davvero difficile

      Reply

    • Daniela

      Giugno 24, 2022 at 9:24 pm

      Ma sei così sicuro di manipolare il terapeuta? Forse te lo lascia un po’ pensare per poterti tenere agganciato alla terapia: fa finta di abboccare un po’ per poi proporti qualcosa di diverso. Ricordati che: le persone non sono sceme, i terapeuti nemmeno.

      E poi, se lo manipoli e lo sai di farlo, è una buona idea dirglielo in modo che possiate lavorare insieme a caldo proprio su questo.

      Reply

  • Massimo

    Gennaio 23, 2021 at 10:22 am

    Trovo decine di siti e blog che aiutano le vittime dei narcisisti, pochissimi invece che aiutino i narcisisti, da narcisista patologico quale ammetto di essere, mi sono sottoposto a terapia volontariamente diverse volte, con lo scopo di risolvere il mio problema ma soprattutto di salvare il mio rapporto con mia moglie e la mia famiglia, il problema è che immancabilmente e involontariamente, riesco a manipolare anche il terapeuta stesso…
    Quindi la domanda è: c’è la reale possibilità di guarire???

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    • Ivana Galizia

      Giugno 29, 2022 at 7:14 pm

      Massimo, ascoltati la conferenza del Dott. Massimo Borgioni, dal titolo: “Il desiderio di essere se stessi e la vergogna di esserlo: Il narcisismo: limiti e risorse”. Negli ultimi dieci minuti troverai le risposte ai tuoi quesiti. La tua é già la struttura della personalità, strutturata appunto. Anche la bibbia ti risponde in modo chiaro: Geremia 13,23. “Cambia forse un Etiope la sua pelle o un leopardo la sua picchiettatura?”
      Conferenza Dott. Massimo Borgioni https://www.youtube.com/watch?v=1NeihpNU_GY&t=4372s

      Reply

  • Stefy

    Aprile 16, 2021 at 11:22 am

    Io ho un compagno narcisista,mi ha lasciata ben 2 volte e mi ha tradit3 volte! Che cosa posso fare per aiutarlo,anche non stando più con lui! Gli voglio bene,e mi dispiace vederlo così!

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  • Nicoletta

    Marzo 15, 2022 at 4:52 pm

    Ciao Elena sono Nicoletta S.
    Vorrei sentirti e parlarti anche di queste problematiche
    Ti mando il mio telefonino e dammi avere il tuo cosi comunichiamocon watsap.
    347/8029601
    Un forte abbraccio a presto , sono contenta di averti ritrovata !❤

    Reply

  • Daniela

    Giugno 24, 2022 at 9:25 pm

    Ma sei così sicuro di manipolare il terapeuta? Forse te lo lascia un po’ pensare per poterti tenere agganciato alla terapia: fa finta di abboccare un po’ per poi proporti qualcosa di diverso. Ricordati che: le persone non sono sceme, i terapeuti nemmeno.

    E poi, se lo manipoli e lo sai di farlo, è una buona idea dirglielo in modo che possiate lavorare insieme a caldo proprio su questo.

    Reply

  • Sal

    Luglio 31, 2022 at 4:46 pm

    Ciao a tutti, da qualche settimana sono in analisi, per cercare di risolvere alcuni problemi e solo in questo frangente ho appreso di essere affetto da cenni di disturbi narcisistici, la sto vivendo veramente male perché sembra che ogni descrizione sia quella di un mostro.
    Qualcuno conosce chi è riuscito a cambiare? Sono veramente spaventato per me stesso e per le persone che mi sono accanto.

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